Mosul

Penso che concordiamo tutti col fatto che Isis sia un pericolo reale e generale per la società mondiale. Gli attentati terroristici, i rapimenti, le persone giustiziate sono ormai all’ordine del giorno e spaventano per la loro vicinanza. Tra gli obiettivi di Isis, oltre alla conquista del mondo, c’è anche la purificazione del mondo islamico stesso: si impone un modello di società maschilista, “puro” e ogni forma di “eresia” dev’essere eliminata, compreso il patrimonio storico-artistico se considerato fuorviante.

[cml_media_alt id='971']nimrud-2[/cml_media_alt]Rispetto a tutte le morti innocenti, cosa ce ne importa dei monumenti andati distrutti – penserete a ragione. Di certo non vi do torto, però ogni tanto ci penso: penso a tutte quelle meraviglie che non ho mai visto e che non avrò mai l’opportunità di vedere. A 24 anni, è possibile scoprire di non avere più tempo, di aver perso per sempre l’opportunità di conoscere la diversità o una nuova cultura?

Immaginate un tappeto volante (si, tipo quello di Aladino), un giorno di quelli dove in cielo non si vede una nuvola, Mosul all’orizzonte. Perché Mosul?

Mosul è la città considerata la capitale dello Stato Islamico; proprio per questo, è stata la città più colpita dalle distruzioni a causa di questi “ideali”. Situata a circa 400km a nord di Baghdad, Mosul è una città nata dalle ceneri di Ninive e oggi è considerata uno dei maggiori centri economico-culturali dell’Iraq. Dopo la presa della città da parte dell’Isis, la città ha sofferto numerosi attacchi ai suoi possedimenti storici ed anche la vita lì è cambiata: le donne vivono soggiogate e le minoranze sono perseguitate. Anche l’arte, come ben sappiamo, ne ha sofferto: da quando la città si trova sotto il controllo dello Stato Islamico, la lista dei monumenti distrutti è diventata sempre più lunga.

La giustificazione a questo “delitto” è fornita direttamente dall’Isis: nel suo manifesto troviamo la negazione del passato, che idolatrava invece di credere. In nome del conservatorismo religioso, l’Isis si ripropone di distruggere tutte le costruzioni, i monumenti, perfino le moschee considerate “fuorvianti”. A Mosul, Isis ha ordinato di rimuovere tutti gli elementi decorativi nelle moschee, anche quelli contenenti versi coranici che menzionano Allah: sono considerati una forma di creatività errata, che contraddice le basi della Sharia.

Per questo, attraverso un viaggio immaginario, vorrei ricordare almeno le più importanti tra le meraviglie che non potremo mai più vedere. Stendere questa lista lascia una sorta di amaro in bocca, che è quasi dolore: meraviglie che molti, come me, non hanno mai visto e che non potranno vedere. In nome di un purismo religioso. Tracce di una civiltà tra le più antiche, distrutte. Riprendete allora quel tappeto volante e immaginate di sorvolare Mosul.

Febbraio 2015. Rilasciato un video in cui seguaci dell’Isis violano il museo di Mosul e distruggono diverse statue assire. Più tardi, verrà confermato che si trattava di copie; tuttavia, vengono distrutti anche alcuni esemplari originali.

Giugno 2015. Nonostante fosse stata garantita l’integrità del patrimonio UNESCO della città di [cml_media_alt id='972']tomb[/cml_media_alt]Palmyra, alcune statue tra cui il Leone di Lion of Al-lāt vengono distrutte perché considerate “politeiste”.

Marzo 2015. Distrutta la città assira di Nimrud, risalente al XIII secolo AC.

Luglio 2014. Abbattuta la moschea del profeta Giona.

Giugno 2014. Un bulldozer travolge “The Tomb of the Girl”, monumento che si credeva essere la tomba di una ragazza morta per amore.

E questa lista è solo una piccola parte di tutto ciò che Isis sta distruggendo… Arte, persone, valori.