Articoli

E-love: formazione sulla violenza sulle donne

In quest’articolo vorrei parlarvi di un progetto di cui sono venuta a conoscenza poco tempo fa e che merita di essere conosciuto. Nel mio piccolo, quindi, cerco di spargere il verbo come posso.

Si tratta di E-LOVE (E-Learning Operator Violence Effects), una piattaforma creata dal telefono rosa e il cui obiettivo è quello di offrire una formazione costante non solo sul tema della violenza sulle donne ma anche sul come rapportarsi con le donne vittime. In che modo? Attraverso video lezioni pubblicate sul sito tenute da esperti del settore.

Il progetto

Il corso offerto è completamente gratuito e mira a implementare e verificare le competenze di chi lavora nel settore così come di chi vuole acquisire delle conoscenze nell’ambito della violenza sulle donne. I moduli durano circa 30 minuti e sono in tutto 36, possono essere scaricati previa registra zione sul sito.

Il corso può essere scaricato e seguito da tutti, non c’è bisogno di essere operatore del telefono rosa o lavorare necessariamente nel campo.

Troviamo, inoltre, un intervento di Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa onlus, un intervento di Massimiliano Monnanni, segretario generale Fondazione Poste Insieme onlus e di Antonietta Alvano, nel consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa.

Perché ce n’è bisogno

In Italia vengono uccise più di 100 donne l’anno, difficile avere dei dati certi sul numero di vittime di violenza fisica. L’Istat parla di quasi 7 milioni di donne che durante la loro vita hanno subito una forma di abuso. Superano i 3 milioni le donne vittime di stalking.

Un quadro, insomma, per nulla rassicurante. Senza considerare che la violenza passa attraverso diverse forme, alcune delle quali molto difficili da individuare e calcolare. La violenza psicologica, in primis, che spesso passa attraverso piccole azioni quotidiane che, giorno dopo giorno, portano avanti l’obiettivo di isolare la donna e renderla dipendente e insicura.

Di questi casi ci parla Antonietta Alvano nella sua lezione ed è inutile dire quanto sia difficile fare statistiche su questi casi.

Ecco perché, mai come ora, è importante sensibilizzare e informare le donne (e non solo) affinché si diventi consapevoli di queste dinamiche, della loro frequenza e si agisca in modo consapevole.

Chiunque può fare la differenza, chiunque può aiutare.

Pink Tank Band: le infinite nuances dell’essere donna, tra musica e solidarietà

Oggi con Mamy (clarinettista) e Joy (contrabbassista e fondatrice del gruppo) parliamo di musica al femminile con la Pink Tank Band, un orchestra di donne nata per stimolare la solidarietà e l’empatia creativa all’interno del mondo delle donne.

  • Una storia tutta al femminile quella della Pink Tank Band. Ci volete raccontare come è nata questa band?

[cml_media_alt id='1255']13393134_10209686405187517_886535483_n[/cml_media_alt]

Photo by Celeste Lombardi

La band nasce nel 2015 e all’inizio eravamo un gruppo di amiche che si incontrava per suonare insieme, poi all’interno dell’orchestra sono arrivate, per passaparola, molte altre donne provenienti da diversi ambiti artistici e musicali: dalla banda, dal percorso classico, dal percorso rock e jazzistico. Diciamo che è stata soprattutto la musica a unirci in primis, e poi l’esigenza sentita comunemente di voler fare qualcosa per la società, di voler far qualcosa attraverso l’arte per le donne, dato che comunque la questione della violenza contro le donne viene ancora, oggi, in Italia, ampiamente sottovalutata ed è un messaggio che merita attenzione. Dunque il nostro gruppo, attraverso la musica cerca di porre un accento forte sulla questione dei diritti delle donne.

  • Niente meglio della cultura può avvicinare le persone, e soprattutto nel vostro caso della musica, perché non ha bisogno di parole. Siete un gruppo di varie donne, di ogni età, ognuno con un background diverso. Come riuscite a far convivere le differenze ed i pensieri che ogni membro giustamente ha?

[cml_media_alt id='1258']13384851_10209686404827508_1858373700_n[/cml_media_alt]

Direi che le differenze dal punto di vista umano, culturale, di pensiero sono il sale di ogni rapporto. Certo, non è semplice mettere insieme tante teste diverse dal punto di vista organizzativo e logistico, però quando c’è la volontà, quando c’è un sentire comune forte, uno spirito di partecipazione come quello che lega i membri di questa orchestra tutto è possibile. E’ vero, le nostre orchestrali vengono da tante esperienze differenti, ma io credo che sia proprio questo che arricchisce il nostro punto di vista e aiuta a guardare ad un futuro in maniera più consapevole.

  • Sappiamo che purtroppo c’è ancora un enorme gap dei diritti tra gli uomini e le donne nel mondo. La situazione in Italia è migliore rispetto a qualche altro paese, dove la donna viene considerata pari a zero, se non peggio. Nonostante i disagi che le femmine devono ancora subire nella nostra società, voi siete riusciti a far dell’essere Donna un punto di forza. Cosa ne pensate della condizione femminile, e dove secondo voi c’è ancora molto da lavorare?

[cml_media_alt id='1257']13348817_10209686404987512_1586939019_n[/cml_media_alt]Il ruolo della donna è stato sempre un ruolo molto complesso di per sé nella storia, proprio perché il corpo della donna ha una possibilità molto potente, che è quella di creare la vita, quindi è padrona di un atto creativo molto forte che all’inizio dei tempi veniva visto come qualcosa di magico e oggi viene visto quasi come una minaccia. Sembra che nel mondo, ci sia quasi la paura di andare verso la vita. Credo che il messaggio che noi dobbiamo portare avanti attraverso la cultura e tutte le belle cose che ci sono sulla terra, sia quello di proseguire la vita, non soltanto con l’atto creativo della nascita, ma costruendo insieme nuove opportunità per i nostri figli intesi come le generazioni del futuro. E’ chiaro che la donna sta cambiando il suo ruolo negli ultimi cinquant’anni; anche in Italia la posizione della donna, dal punto di vista familiare, è notevolmente cambiata. Se prima la donna era l’angelo del focolare, oggi la donna studia, oggi la donna “faber fortuna sua” come dicevano i latini e quindi è padrona e artefice del proprio destino. Non tutti gli uomini sono pronti ad accettare questa libertà, ma è il caso che si inizi a riflettere su questo, perché ogni persona deve essere posta nella possibilità di scegliere per il proprio futuro. Purtroppo in tanti paesi del mondo la donna non ha diritti politici e sociali, e nemmeno i diritti umanitari di base. Noi non dobbiamo rimanere insensibili a questo come occidentali, dobbiamo darci da fare, affinché tutte le donne, anche in altri paesi abbiano accesso all’istruzione, alla sanità, a un rispetto che la società deve a tutti gli esseri umani.

  • Ci parlate di qualche progetto passato che vi è rimasto nel cuore, dove la solidarietà femminile e non, vi ha resi veramente soddisfatti?

[cml_media_alt id='1259']13382330_10209686404907510_567616902_n[/cml_media_alt]Un evento che mi è rimasto particolarmente nel cuore è stato il nostro primo concerto. Si è tenuto a Brescia in un ristorante del centro e nessuno si aspettava il grosso successo che l’evento ha avuto; abbiamo avuto un sold out già due settimane prima della serata e sono intervenute moltissime persone, con grande calore ci hanno supportato e anche lo staff del ristorante si è dimostrato sensibilissimo al nostro messaggio. Questo ci ha permesso di raccogliere dei fondi, anche attraverso una colletta dal pubblico e anche attraverso questa vendita condivisa del quadro che è stato realizzato contemporaneamente alla nostra esecuzione musicale e che è stato donato alla casa delle donne insieme al frutto della nostra raccolta fondi. Questo ci ha permesso di divertirci, di passare una serata indimenticabile e anche di aiutare le altre persone che erano in attesa di una residenza protetta.

  • Ci parlate dei vostri futuri eventi e progetti?

Il 19 Giugno ci sarà un nostro concerto durante l’evento “Bici Tour & Pic Knit” al Museo di Santa Giulia (Brescia), organizzato da Viva Vittoria.

Inoltre in programmazione per luglio ci sarà un evento che consiste nell’allestimento di una piccola mostra a Brescia nella quale verranno presentate alcune opere realizzate da pittrici, scultrici e designer con cui collaboriamo. Durante la serata verrà anche presentata l’agenda realizzata dalla nostra orchestra all’interno della quale questi lavori e queste opere d’arte sono raccolti. I proventi della vendita di questa agenda andranno a sostegno del centro antiviolenza; perciò è un evento che ci è particolarmente a cuore. Speriamo che in molti vogliano venire a visitare la mostra e ascoltare il nostro concerto conclusivo dell’evento.

  • Il nostro magazine parla del tema della diversità, qual’è il vostro pensiero in merito?

La diversità è un tema importante. Io personalmente sono docente nella scuola secondaria e dunque ho a che fare con la diversità tutti i giorni. Ho degli studenti in classe provenienti da molte realtà differenti: studenti stranieri, studenti con disabilità socio-cognitive e come docente sono chiamata e sento molto la responsabilità di attribuire al concetto di diversità un valore che mira all’arricchimento delle persone. Essere diversi significa avere diversi punti di vista, e avere diversi punti di vista significa poter avere un confronto più profondo e più proficuo per tutti. Perciò cerco di educare i miei studenti, educare me stessa, anche attraverso la musica, al dialogo e all’accettazione della diversità come un potenziale fortissimo.

[cml_media_alt id='1269']13401397_10209717349201098_366528286_n[/cml_media_alt]

Photo by Celeste Lombardi

Per ulteriori informazioni sulla Pink Tank Band seguite i seguenti link:

Sito web: http://www.pinktankband.cf

Facebook: https://www.facebook.com/PINK-TANK-BAND-Pagina-pubblica-1694896874056335/?fref=ts

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCk91xCx4zPxg0wp1xl-CNSQ

Instagram: @pinktankband